In considerazione che l’Avv. Di Celmo ha voluto scegliere il terreno giudiziario, ho deciso di accettare tale confronto, da lui solo voluto, e da ora in poi agirò anch’io solo su terreno giudiziario.
In omaggio alle regole e per rispetto alla Magistratura inquirente e giudicante, tutto il contenuto e le comunicazioni precedenti sono state cancellate da questo sito.
Si precisa che con questo non voglio in alcun modo avvalorare le accuse rivoltemi dall’Avv. Di Celmo e che ho voluto sempre rispettare la legge.
E che la legge sia veramente uguale per tutti, così come i Giudici Civili e Penali siano veramente imparziali, con la speranza di sentirmi onorato di essere un cittadino italiano.
Desidero fare ancora una volta una riflessione politica insieme ai miei visitatori del blog.
Ammetto, sono un uomo di sinistra. L’avevate capito? Bene!
Voglio dirlo anche pubblicamente.
Desidero dare un “in bocca al lupo” al nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris, sperando che sia sempre sé stesso, con la sua forza di volontà e sono convinto che sarà la svolta positiva della nostra bella Napoli.
Voglio associare lo stesso augurio anche al nuovo sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Desidero esprimere il mio pensiero sulla vicenda politica ed economica che attraversa il paese.
Non ho la presunzione di essere un antropologo politico, ma desidero esprimere le mie sensazioni colte in questo difficile momento politico della nostra Italia. Sono fermamente convinto di quanto affermo.
La politica espressa oggi è avvilente, dannosa per tutti noi, sia di destra che di sinistra, ora è il caso di dire basta, vergognatevi, non ne possiamo più di questo stillicidio continuo esercitato tutti i giorni dai giornali e da commentatori in tv.
Sono uno dei tanti cittadini, ho 71 anni e vi assicuro che non ho mai visto tanta povertà dei contenuti espressi e sono sinceramente preoccupato per tutti i giovani senza prospettive future.
Vi invito a non difendere soltanto le vostre comode poltrone, è necessario che vi impegniate a difendere, con la stessa passione, i poveri cittadini che non arrivano a soddisfare i problemi di prima necessità. Cosa state aspettando? Che si ritorni, per forza maggiore, ad uno scontro come negli anni…..
Desidero informarvi che ho sentito la necessità di eliminare dal blog la mia seconda esposizione a causa di una profonda riflessione volta ad esaminare dettagliatamente i fatti accaduti.
Spero che questa mia meditata riflessione mi porti un’alternativa positiva.
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione il percorso lavorativo vissuto da me ieri che diventa attuale nei tempi di oggi.
Evito di raccontarvi la mia infanzia, in quanto è stata costellata di sacrifici e sofferenze, nel difficile periodo che l’Italia attraversava negli anni 50.
Nell’anno ’68, dopo diverse esperienze lavorative, fui assunto dalla ditta di pasticceria e gastronomia “Liborio Sangiuliano”, che aveva diversi punti vendita dislocati nelle principali piazze di Napoli, con una realtà occupazionale di oltre sessanta unità.
Al mio inserimento nell’azienda, in seguito a varie assemblee in cui si discutevano i malcontenti dei lavoratori dovuti ad una disorganizzazione generale, mi elessero loro rappresentante aziendale a tutela degli interessi dei lavoratori e dell’azienda. I miei sforzi ci condussero in un clima di collaborazione e armonia tra i lavoratori e i dirigenti.
Il tutto procedeva bene, tanto che questa atmosfera di serenità diede inizio ad una serie iniziative sul campo artistico e sportivo che coinvolgeva piacevolmente sia le famiglie dei lavoratori, che i titolari come documentato.
Purtroppo nel 1980 questa serenità man mano scomparve perché i titolari decisero di ritirarsi dall’attività e chiudere, licenziare i lavoratori e vendere i locali a vari istituti bancari.
Questa decisione mi costrinse, per tutelare tutti i posti di lavoro, insieme al sindacato, rappresentato da Rosario Stornaiuolo e dell’avvocato Oreste Cardillo (risultati i peggiori alleati dei lavoratori), ad occupare tutti e tre i punti vendita in assemblea permanente.
Gli stessi dirigenti bancari tentarono ripetutamente, con proposte di lavoro e somme di denaro, di corrompermi affinché abbandonassimo la causa. Ho sempre rifiutato qualsiasi tipo di proposta. Mi sono testimoni il collega Antonio Attanasio, uno dei capisaldi della cooperativa, che è stato sempre presente a tutte le riunioni a cui ho partecipato e alcuni articoli di giornale che ho inserito nella apposita sezione.
La dura lotta, in cui emersero molte difficoltà di natura economica per la sopravvivenza delle famiglie, durò ben 14 mesi appoggiati dall’impegno della lega delle cooperative rappresentata dal presidente dei servizi regionali Mimmo Maresca, fino a concludersi con la nascita della cooperativa “I SAN ex lavoratori Sangiuliano” per la ristorazione collettiva costituita da 12 socio-lavoratori, proposta da tutte le forze politiche cittadine in carica in quel periodo.
I soci lavoratori, con enormi sacrifici, si imbatterono in questa nuova scommessa.
La cooperativa decollò favorevolmente investendo esclusivamente le risorse dei lavoratori socio-fondatori, in quanto nessuna forza esterna ha mai contribuito al suo sviluppo e crescita, e, negli anni successivi, oltre a consegnare la refezione scolastica, si attrezzò per fornire servizi vari per banchetti sia per privati che per Enti Pubblici, oltre a fornire un servizio di mensa presso la Cementir con stabilimento in Napoli e successivamente aprire un punto di vendita di gastronomia e pasticceria con regolare licenza di esercizio, come ampiamente documentato da supporti di articoli, foto e depliants.
Mentre la cooperativa cresceva positivamente in termini di immagine e di unità lavorative, i politici che avevano appoggiato la lotta dei lavoratori del “Sangiuliano” solo per farsi pubblicità politica, nel constatare l’errore di valutazione fatta, che un gruppo di lavoratori non sarebbe mai stato capace di raggiungere i livelli sopracitati, soprattutto a Napoli, dove ogni iniziativa produttiva viene sistematicamente soffocata, decisero, appoggiati dai commercianti della zona, di eliminare la cooperativa dall’attività commerciale attivando contro una serie di ostruzioni, come minacce di chiusura del punto vendita con verbali ingiustificati, seguite da lettere di disdetta per la gestione mensa Cementir, ritardi di pagamenti sulle forniture fatte al Comune di Napoli e richieste…. a cui non ho mai ceduto.
In particolare, la lega delle cooperative fece scoppiare uno scandalo per la richiesta alle varie cooperative di emissione di false fatture, facendo incriminare tutti i presidenti delle cooperative di servizi napoletane, ad esclusione della I SAN che non ha mai ceduto a tentazioni di facili ed illeciti favoreggiamenti. Scandalo che portò il verificarsi di tragici episodi estremi, come il suicidio del presidente regionale della Lega che portò dolore e sgomento in tutti noi.
Con questa situazione premeditata da parte dei politici (riferimenti in appositi articoli di giornale) la cooperativa passò ad altra gestione, infatti la lega delle cooperative regionale, propose ai soci I SAN nuovi interlocutori nella figura della Camst di Catania, ed un gruppo di ipotetici “imprenditori” privati.
Morale della favola, per sottrarmi ad una continua ambiguità, mi dimisi dalla carica di presidente e da socio, seguito dal socio e lavoratore Tramma Eduardo, continuando all’esterno una lotta contro queste sopraffazioni. Questo articolo dimostra quanto detto.
Furono diversi, i mesi di lotta continua, appoggiato dai familiari dei soci truffati per l’ignobile abuso di potere esercitato a danno della coop “I SAN”. Come testimonianza, vi mostro un paio di foto di alcune manifestazioni.
Fu inevitabile sostituire al vertice della lega regionale, il presidente incriminato Luciano Miraglia, sostituito dall’ex assessore comunale Benito Visca, l’unico politico, unito al sindaco Maurizio Valenzi, degno di stima.
Il presidente Benito Visca mi invitò a riprendere la guida della cooperativa, vista la disastrosa situazione fallimentare che la Camst Catania, rappresentata dal dirigente Giovanni Anticonome e i vari ipotetici imprenditori privati napoletani, avevano creato.
Ah, dimenticavo! Contemporaneamente, fu costituita una nuova società chiamata Camst Campania, con lo scopo di appropriarsi di tutte commesse conquistate dalla “I SAN”.
L’operazione finalizzata a questo ignobile risultato, non riuscì causando un enorme buco nelle finanze della cooperativa.
Con lo spirito di non mollare mai, ripresi le redini della cooperativa e riuscii a scongiurare il fallimento e successivamente a richiedere l’intervento di un commissario liquidatore, che si presentò nella persona di Antonio Napolitano al quale fu consegnata, dal mio commercialista, il dottor Crescenzo Vitelli, il quale ha sempre seguito la cooperativa dalla nascita fino ad oggi con la massima professionalità, tutta la documentazione relativa al mio operato svolto nel rispetto delle regole amministrative della coop “I SAN”
…e il dopo??
Sono stato direttore del Cast Caffé (gruppo KissKiss), un complesso di ristorazione, situato a piazza Cosimo Fanzago, una importante piazza del vomerese.
Anche lì non mancarono battaglie a difesa dei posti di lavoro.
Negli anni 1998/1999 ho costituito, insieme a mio figlio Massimo e altri vecchi soci, la “piccola cooperativa I SAN” gestendo la parte ristorativa di alcune realtà napoletane, come il ristorante “Napoli Mia”, situato nel centro storico della città, l’Arenile di Bagnoli, un grosso complesso balneare, ecc…
Successivamente, nel 2003, in collaborazione con la nota “Ditta Bruno” ho diretto la mensa dell’istituto ospedaliero Pascale e quella dell’istituto Villa Russo, con oltre cinquecento unità tra malati e degenti.
Questa mia storia dimostra che, ieri, così come ancora oggi, non accettare compromessi soffoca anche una grande forza di volontà e passione, ma sicuramente rende orgogliosi di essere liberi.
Mi sono limitato a raccontarvi solo una sintesi di ciò che è accaduto, ma sono disponibile, a chi è interessato, anche professionalmente, a raccontare tutti gli aneddoti che hanno caratterizzato questa storia che, anche se avvenuta negli anni ’80, continua, a mio parere, a rispecchiare la realtà sociale e lavorativa contemporanea.
Invito qualche giovane giornalista in ascolto a contattarmi per pubblicare un approfondimento di questa storia vissuta, affinchè possa essere un valido aiuto ai giovani di oggi.